200.Com CARMINA BURANA

Un progetto per la città

Arena del Teatro Sociale
28 e 29 giugno 2013

200.Com
CARMINA BURANA
Un progetto per la città

Direttore
Carlos Chamorro

Regia e coreografia
Mauro Astolfi

Interpreti solisti
Cantanti AsLiCo

Coro, Coro di voci bianche, Orchestra e Danzatori 200.Com

con
Coro Città di Como
Coro voci bianche del Teatro Sociale di Como
Orchestra 1813
Spellbound Contemporary Ballet

in collaborazione con
Conservatorio di Como
Coro Città di Como
Accademia di bella arti ‘Aldo Galli’, Como

Produzione Teatro Sociale di Como AsLiCo

in occasione dell’inaugurazione dell’Arena per i 200 anni del Teatro Sociale di Como

promosso da
Società dei Palchettisti di Como e Teatro Sociale di Como AsLiCo

 

Una delle pagine sinfonico-corali più celebri che sin dal suo debutto – nonostante il clima
politicamente ‘caldo’ di quegli anni, a pochi anni dallo scoppiare della guerra – a Francoforte nel
1937 (la prima italiana è al Teatro alla Scala nel 1942!) non ha mai più abbandonato le sale da
concerto nel mondo.

L’origine è antica e nobile, quello del monaci benedettini e delle università medievali in cui fiorisce
una produzione poetico-musicale goliardica di grande levatura e poliedricità: dagli inni bacchici alle
canzoni d’amore, dalle parodie religiose ai testi moralistici sugli sperperi e sull’arroganza del potere
ecclesiastico.
Nel 1937 il compositore tedesco Carlo Orff (noto soprattutto per le sue innovazioni didattiche e per
il suo metodo musicale), musicò 24 brani dei Carmina Burana, rivestendo i testi originali (quasi tutti
in latino, alcuni in alto tedesco) di una musica nuova e ‘moderna’, con una orchestrazione ricca ed
imponente. La partitura richiede un grande dispiego di forze: dalle masse (orchestre, coro, coro di
voci bianche, mimi e ballerini) ai solisti (soprano, tenore, baritono).
La maestosa invocazione alla dea Fortuna, che ciecamente regola le sorti dell’umanità, apre
l’opera, che si struttura in diverse sezioni, dedicate alla primavera, all’amore, ma anche al gioco
d’azzardo e al buon cibo.

L'opera è strutturata in un prologo, cinque parti e un finale (ripetizione del prologo):

Prologo: Fortuna imperatrix mundi
I: Primo vere (In primavera)
II: Uf dem Anger (Nel prato)
II: In taberna (All’osteria)
IV: Cours d'amours (La corte d'amore)
V: Blanziflor et Helena (Biancofiore ed Elena)
Finale: Fortuna imperatrix mundi

Orchestrazione
archi (violini, viole, violoncelli, contrabbassi)
3 flauti (anche 2 ottavini), 3 oboi (anche corno inglese), un clarinetto in Mib e Sib, 2 clarinetti in Sib
e La, 2 fagotti, 1 controfagotto
4 corni in Fa, 3 trombe in Sib e Do, 3 tromboni, una tuba
5 timpani (anche uno piccolo), 2 rullanti, una grancassa, un triangolo, 4 piatti, 2 cymbali antichi, un
tamtam, una raganella, delle nacchere, un gong, campane tubolari, 3 campane, 3 glockenspiel,
uno xilofono, una castagnetta, un tamburo basco
2 pianoforti, una celesta